Fundgrube Gotteslob

Fundgrube Gotteslob

Gleich dem Liedanfang „Nun jauchzt dem Herrn alle Welt“ erleben wir mit alten und neuen Gesängen das Kirchenjahr.

Referentin:
Margareth Oberrauch – Halleluja, Mühlbach. Religionslehrerin und Chorsängerin
Termin/e:

Termin 1: Sa. 23.09.2017
Termin 2: Sa. 21.10.2017
Termin 3: Sa. 18.11.2017
Termin 4: Sa. 09.12.2017
Termin 5: Sa. 13.01.2018
Termin 6: Sa. 10.02.2018
jeweils 9 bis 10.30 Uhr

E‘ verso questa direzione che stiamo camminando?

In un incontro serale della Consulta di Oratorio, qualche giorno fa, sono emersi alcuni temi molto interessanti, legati a osservazioni e preoccupazioni condivise da tutti: ci stiamo incamminando verso
tempi ecclesiali nuovi, senza bene sapere dove stiamo andando…
Una punto di convergenza che ci ha trovati uniti era la certezza che il cristiano del futuro dovrà essere un testimone, capace di attingere dal proprio cuore e dalla propria preghiera la capacità di portare nel
mondo il profumo del vangelo.
Se nei tempi passati la Chiesa poteva contare su tradizioni e strutture solidamente impiantate nel tessuto sociale, i tempi odierni cambiano rapidamente e vanno verso una progressiva rapida laicizzazione della società, che già si fa sentire con tanti segnali inquietanti: ad es. il calo del numero dei battezzati, una diffusa ignoranza dei fondamenti della fede, l’incapacità di viverla dentro le famiglie, la conseguente carenza di vocazioni consacrate, la richiesta dei sacramenti senza vero impegno di fede, la perdita del senso cristiano
della domenica, la poca efficacia dell’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche, ecc…
Non vogliamo piangerci addosso: si tratta di sfide del nostro tempo e della nostra generazione, che ci impegnano anzitutto in uno sforzo di conversione individuale e comunitario.
Già molti decenni fa un grande teologo (Hans Urs von Balthasar) affermava che “il cristiano del futuro sarà un mistico oppure non sarà”, intendendo con questa espressione semplicemente che i cristiani del futuro dovranno sforzarsi anzitutto di prendere nuova coscienza del “Mistero” del loro Battesimo, se vorranno avere la forza di una efficace testimonianza del Vangelo nel mondo.
Quanto più la Chiesa viene spogliata delle antiche strutture e tradi-zioni e del suo influsso sociale e culturale – fino a pochi decenni fa molto forte, – tanto più il cristiano dovrà attingere le ragioni di una vita secondo il vangelo dalla propria preghiera e dalla propria convinzione di fede: ecco cosa è necessario per stare in piedi dentro un mondo, che pur avendo estremo bisogno di Dio, sempre più decisamente tende a negarne l’esistenza, nel momento stesso in cui esprime un nuovo ed esasperato illuminismo.
In una testimonianza rilasciata da Josef Ratzinger nel 1969 (sic) ad una radio tedesca, il teologo affermava:
“Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto, diverrà piccola e dovrà imparare più o meno dagli inizi…
“Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempo di prosperità…“Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. “Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede al centro dell’esperienza… “Sarà una chiesa più spirituale, che non si arrogherà un man-dato politico, flirtando ora con la sinistra ora con la destra…Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti”…
E‘ verso questa direzione che stiamo camminando?
Di fatto tutti ci accorgiamo che „le cose stanno cambiando“: per secoli e fino a pochi decenni fa tutto ruotava attorno al suono delle campane e alla voce grossa del parroco; questi tempi adesso stanno rapidamente tramontando, e non è un male.
Si aprono tempi nuovi, nei quali è richiesta una maturità di fede nuova, che per qualità e spessore dovrà tenere il passo con quella richiesta ai Credenti, purtroppo ancor’oggi confrontati con la perse-cuzione violenta.
Per comprendere e assecondare il piano di Dio e stare al passo coi tempi saranno pure importanti le sedute, ma a nulla servono se manca la preghiera, in specie l’adorazione eucaristica, l’ascolto di Dio e la conversione personale; come sottolinea spesso il nostro Vescovo Ivo, è da qui che parte ogni vero rinnovamento.

 

Don Luca Cemin, 21. Agosto 2017.

E‘ verso questa direzione che stiamo camminando?

In un incontro serale della Consulta di Oratorio, qualche giorno fa,
sono emersi alcuni temi molto interessanti, legati a osservazioni e
preoccupazioni condivise da tutti: ci stiamo incamminando verso
tempi ecclesiali nuovi, senza bene sapere dove stiamo andando…
Una punto di convergenza che ci ha trovati uniti era la certezza che
il cristiano del futuro dovrà essere un testimone, capace di attingere
dal proprio cuore e dalla propria preghiera la capacità di portare nel
mondo il profumo del vangelo.
Se nei tempi passati la Chiesa poteva contare su tradizioni e strutture
solidamente impiantate nel tessuto sociale, i tempi odierni
cambiano rapidamente e vanno verso una progressiva rapida laicizzazione
della società, che già si fa sentire con tanti segnali inquietanti:
ad es. il calo del numero dei battezzati, una diffusa ignoranza
dei fondamenti della fede, l’incapacità di viverla dentro le famiglie,
la conseguente carenza di vocazioni consacrate, la richiesta dei
sacramenti senza vero impegno di fede, la perdita del senso cristiano
della domenica, la poca efficacia dell’insegnamento della religione
nelle scuole pubbliche, ecc…
Non vogliamo piangerci addosso: si tratta di sfide del nostro tempo
e della nostra generazione, che ci impegnano anzitutto in uno sforzo
di conversione individuale e comunitario.
Già molti decenni fa un grande teologo (Hans Urs von Balthasar)
affermava che “il cristiano del futuro sarà un mistico oppure non
sarà”, intendendo con questa espressione semplicemente che i
cristiani del futuro dovranno sforzarsi anzitutto di prendere nuova
coscienza del “Mistero” del loro Battesimo, se vorranno avere la
forza di una efficace testimonianza del Vangelo nel mondo.
Quanto più la Chiesa viene spogliata delle antiche strutture e tradi-zioni e del suo influsso sociale e culturale – fino a pochi decenni fa molto forte, – tanto più il cristiano dovrà attingere le ragioni di una vita secondo il vangelo dalla propria preghiera e dalla propria convinzione di fede: ecco cosa è necessario per stare in piedi dentro un mondo, che pur avendo estremo bisogno di Dio, sempre più decisamente tende a negarne l’esistenza, nel momento stesso in cui esprime un nuovo ed esasperato illuminismo.
In una testimonianza rilasciata da Josef Ratzinger nel 1969 (sic) ad una radio tedesca, il teologo affermava:
“Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto, diverrà piccola e dovrà imparare più o meno dagli inizi…
“Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempo di prosperità…
“Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali.
“Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede al centro dell’esperienza…
“Sarà una chiesa più spirituale, che non si arrogherà un man-dato politico, flirtando ora con la sinistra ora con la destra…
Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti”…
E‘ verso questa direzione che stiamo camminando?
Di fatto tutti ci accorgiamo che „le cose stanno cambiando“: per secoli e fino a pochi decenni fa tutto ruotava attorno al suono delle campane e alla voce grossa del parroco; questi tempi adesso stanno rapidamente tramontando, e non è un male.
Si aprono tempi nuovi, nei quali è richiesta una maturità di fede nuova, che per qualità e spessore dovrà tenere il passo con quella richiesta ai Credenti, purtroppo ancor’oggi confrontati con la perse-cuzione violenta.
Per comprendere e assecondare il piano di Dio e stare al passo coi tempi saranno pure importanti le sedute, ma a nulla servono se manca la preghiera, in specie l’adorazione eucaristica, l’ascolto di Dio e la conversione personale; come sottolinea spesso il nostro Vescovo Ivo, è da qui che parte ogni vero rinnovamento.

Kantoren

Der Kantor ist jene Person die Lieder anstimmt und vorsingt.

Der Dienst der Kantorin und des Kantors wurde mit der Erneuerung der Liturgie durch das zweite Vatikanische Konzil wieder neu ins Bewusstsein gerückt.

Die Aufgabe des Kantors lässt sich dreifach beschreiben:

  • Singen für die Gemeinde (z.B. in der biblischen Verkündigung des Antwortpsalms)
  • im Dialog mit der Gemeinde (z.B. Antwortgesängen oder Psalmen)
  • und als Unterstützung der Gemeinde, damit diese gut mitsingen kann

Für den Kantorendienst sind Voraussetzung:

  • eine gute und klare Stimme,
  • verständliche und deutliche Ausrpache
  • Mut zum selbständigen Singen vor einer größeren Zuhörergruppe


Links für Kantoren und Kirchenmusiker:

 

Referat für Kirchenmusik

Hinweise der Diözese Bozen-Brixen zur Musik in der Liturgie

Seite zum Verband der Kirchenchöre Südtirols

 

Informationen zum neuen Gotteslob:
http://www.mein-gotteslob.de/
http://www.gotteslob.at/